PROFESSIONE-STOICISMO è un'assioma, un'esercizio della storia europea. Attraverso la ragione cosmica e la sua esistenza nel corpo del desiderio, stabiliremo un'allineamento temporale, passato presente e futuro saranno la nostra scommessa. Convergere per migliorare, esercitarsi per vivere una vita felice.
PROFESSIONE STOICISMO
lunedì 3 gennaio 2011
I Saturnali, antica festa pagana o base critica della società europea?
Per più di mille anni fino alla caduta dell'impero Romano, nei giorni a cavallo del solstizio d'inverno si evocava il ritorno del dio Saturno. Nelle vie di Roma e della penisola italiana, come nei villaggi del nord Europa un generale fermento, fatto di attesa spasmodica, di lucida follia, di ribaltamenti sociali, di rinnovamento spirituale, di libero scambio in assenza di regole convenzionali, copriva con il suo significato e con la sua storia millenaria l'intero senso dell'esistenza. Nel breve spazio di una settimana all'anno, l'Età Antica da Omero a Macrobio, ha consolidato un'esperienza del sociale e delle credenze mitico-religiose; questo microtempo che scatena le forze dello stato di natura presentandole sulla scena della festa, appartiene alle grandi serie mobili e vibranti che il groviglio delle vicende storiche successive non è mai riuscito a domare. I Saturnali rappresentano la festa per eccellenza, la rinascita a nuova vita, la fine del ciclo e l'inizio del nuovo, il passaggio a Nord-Ovest. Le giornate in cui si ristabiliva quel periodo a metà tra un Eden immemoriale e un'ingannevole utopia, erano deputate a ristabilire anche solo per poco, la leggendaria età dell'oro; posta all'interno di una specie di cittadella del tempo protetta dal dio Saturno; a partire da qui, l'intera Antichità ha impresso in modo indelebile alla storia dell'Occidente, un suo preciso profilo progressista.
Possiamo dire che dalle feste Cronie dei greci ai Saturnalia dei romani passando per le veglie delle notti artiche nel Nord Europeo, l'intero Occidente abbia modellato, sotto la specie della festa, tutta un'inquietudine socio-politica sviluppatasi in modo pressoché equivalente da nord a sud dell'Europa. Le feste in onore di Saturno, Cronos, e di tutte le proiezioni mitico-religiose del tempo cosmico, sono i momenti più importanti per il mondo pagano, grazie alla loro intrinseca ambiguità: minaccia e derisione, critica e rinnovamento, costumi licenziosi e reintegrazione spirituale. Durante i Saturnali si poteva gozzovigliare tutta la giornata: il vino scorreva a fiumi, il gioco d'azzardo era non solo permesso ma incentivato, il tutto in un ambiente cittadino dominato da un chiasso assordante in una babele di attività ludiche. Forse ancor più che nella strada, il luogo deputato al vero proposito rivoluzionario era proprio l'ambito familiare, quello che più di ogni altro incarnava la tradizione e la consuetudine dei costumi e dei rapporti di potere nella società antica. Da un lato era un'occasione per lo scambio di regali tra amici e familiari, gesto questo che passerà senza soluzione di continuità nel Natale fino a caratterizzarlo completamente, dall'altro i Saturnali erano nelle case, l'occasione di sospendere le distinzioni sociali tra padroni e schiavi. Gli schiavi potevano mangiare con i padroni in memoria dell'età dell'oro di Saturno, quando non c'era stratificazione sociale e non esisteva la proprietà privata. Di più: il rango sociale poteva venir rovesciato, i padroni servire gli schiavi e, in questo microcosmo familiare "a testa in giù", gli schiavi potevano fungere da magistrati, da giudici, da generali, da senatori.
I Saturnali connotano quindi il rilassamento delle norme sociali e perfino il loro temporaneo rovesciamento. Si intuisce immediatamente la profusione di significato che si accentra su Saturno e la sua festa, destinandola senza dubbio a rimanere nei secoli. Da una parte è chiara l'attrattiva che poteva esercitare sui potenti della società come forma di controllo sociale, potevano infatti offrire una valvola di sfogo, un periodo in cui era possibile l'impensabile, gioire anche solo per lo spazio di pochi giorni ciò che era per sempre, un vano e pericoloso desiderio di affrancamento da una situazione di assoggettamento. Ma a tutto questo, Saturno dio del tempo e dei cicli cosmici aggiunge l'insieme delle sue proprietà peculiari: egli è infatti colui che possiede le chiavi del grande gioco cosmico, risolve un tempo e ne inaugura un successivo, ma fa ancor più: il tempo della sua festa, purifica e porta via; e inoltre questo congedo dal tempo ordinario iscrive il festante alla certezza della libertà; lì ognuno è affidato alla sua indipendenza, ogni Saturnale è occasione di futura emancipazione. E' nel tempo originario che si trasferisce il festante; è in un mattino di festa che ambisce a trattenersi. Questa incursione del festante in una dimensione fuori tempo mostra l'unione originaria e l'assoluto arbitrio.
La festa del tempo consacrata a Saturno ha davvero questo significato. Libero nel tempo mitico dell'età dell'oro, il festante si affida ai poteri della sorgente storica, a questa aurora, premessa e causa di tutto. Egli è prossimo alla verità in mezzo alla più distante, alla più remota delle epoche: si ritrova nel tempo perduto. E' il politico per eccellenza, si ricostituisce nel capovolgimento sociale. E non si sa quale rivoluzione porterà nella società, come, quando e dove la compirà. Egli non ha né passato né futuro se non in questo tempo mattutino, in questo fuori tempo, che già annuncia il colossale compito della contemporaneità: uscire dalla durata, per riconquistare il tempo sequestrato. After hour, Time over.
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